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Il ragazzo che amava i tacchi a spillo


di Emanuela Porta

Qualche anno fa stavo insieme a lui, un ragazzo per cui avevo perso immediatamente la testa, mi era piaciuto così tanto all’epoca, che devo ammettere, mi aveva addirittura plagiata. Facevo quasi sempre tutto ciò che voleva, cercavo di assecondarlo in tutto e per tutto. Era il classico tipo che purtroppo considerava più importante l’apparire dell’essere.

Il suo look era inconfondibile. Le sue sciarpe da tamarro dettavano legge fra tutti i suoi amici, la scritta DOLCE & GABBANA o VERSACE si vedeva a chilometri di distanza, tipo giubbotto catarifrangente in autostrada. Anche in inverno usciva con il giaccone aperto ed un outfit sbragatissimo per far notare l’elastico dei suoi mutandoni super griffati. Un ego grande come un pianeta del sistema solare, anzi diciamo pure come tutto il sistema solare stesso.

 E poi c’ero io. Io che non sono mai stata una vera e propria femme fatale, famosa per il mio look molto “easy”, mi sono improvvisata per l’occasione un po’ geisha, un po’ fashion victim, ottenendo spesso orridi risultati e furiose litigate con lui. Aveva assurde pretese. Io non potevo mai uscire senza tacchi (vi ho già detto che mi aveva plagiata no?); anche se ci si ritrovava al bar con gli amici, si andava a vedere una partita di pallone allo stadio o a fare un giro in moto, io dovevo presentarmi come se dovessi uscire in passerella da un secondo all’altro. Avevo sempre un male atroce ai piedi. Minigonne, tacchi a spillo e calze autoreggenti ormai erano i miei migliori amici. Certe volte però mi sentivo inadeguata, e certamente ero stanca di assecondare tutti i suoi capricci.

Una sera io vado a trovare lui decidendo, sfinita dal dolore, di indossare un paio di scarpe da ginnastica. Mi faccio cinquanta chilometri in macchina (non abitavamo molto vicini), scendo e lo bacio e lui cosa fa? Mi dice inorridito di tornare a casa perché conciata in quel modo non si poteva far vedere in giro con me. Una scena che ancor oggi  ho ben chiara in mente, tanto mi ha segnata.

Me ne vado così, schifata e arrabbiata, trovando davvero assurdo un atteggiamento del genere. Questo episodio e tanti tantissimi altri, hanno segnato il declino della nostra storia, ed ora che sono qui sul divano in ciabatte e tuta da ginnastica che rido sopra a tutta questa faccenda, penso che se lui mi vedesse così gli verrebbe di sicuro un colpo.

Assecondarlo continuamente, cercare di essere sempre perfetta, come mi voleva lui, mi ha resa ogni giorno più insicura di me stessa e mi ha allontanato da lui ogni giorno di più, fino a quando sono esplosa e non ce l’ho più fatta. L’essere è sempre più importante dell’apparire, non sacrifichiamo mai noi stesse per qualcuno che ci vuole cambiare. Non è amore questo. Io lo so.

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Articolo scritto da Emanuela Porta

Mamma a lavoro, moglie indaffarata, casalinga part-time. Esperta in crisi domestiche…

Commenti (10)

  1. mikymoll scrive:

    Molto triste, molto vero, l’importante è sempre essere, per non ritrovarsi inadeguate in nessun luogo. Il sottomettere il nostro compagno non è amore, soprattutto se come nel caso narrato è usato come scudo al mondo perchè lui stesso si sentiva inadeguato. Uomini così troppi in giro, spero che donne che si facciano plagiare sempre meno, dico spero nella speranza che si avveri ciò che dico perchè troppe ne vedo!! E portiamo i tacchi solo per dimostrare a omuncoli che, SIAMO SUPERIORI!! :D

  2. Manu scrive:

    Quando dici che lui si sentiva inadeguato centri perfettamente il bersaglio! Grazie, manu

  3. momi scrive:

    Brava manu, sei riuscita a raccontare con leggerezza e facendoci sorridere una gravissima piaga sociale: la violenza sulle donne! il principio è lo stesso dei tuoi tacchi a spillo, stesse dinamiche e la posta in gioco sempre più alta!!

  4. Manu scrive:

    @momi: ti ringrazio molto per il tuo commento. Questa pagina di vita mi ha fatto davvero soffrire e la cosa più pazzesca è che non riuscivo ad uscirne. Accettavo in silenzio e stavo sempre peggio. Una forma di violenza subdola e tacita. Che purtroppo coinvolge davvero molte donne.

  5. claudia scrive:

    MANU..!!ne avrei tante di domande da farti su di LUI..!!

    Ti leggo da un po’, sei troppo forte..!!

    Mi fa morire, ancora oggi adora le mutande firmate, ma meno male io sono alta quasi come lui e i tacchi addosso a me li odia::):)

    Ciao manu, sicuramente ora sei una donna piu’ felice..!!

    CLAUDIA

  6. Manu scrive:

    Grazie Claudia, che carina che sei!!!!! Hai ragione, oggi sono molto più felice ed ho imparato che per stare bene non serve vestirsi firmati, ma soltanto essere se stessi con le persone che sanno apprezzarti! Purtroppo però l’ho imparato a caro prezzo!!!!
    ps puoi chiedermi tutto quello che vuoi!
    un bacione

  7. claudia scrive:

    Vorrei chiederti veramente troppe cose..!! Cosi tante che ora non mi vengono nemmeno in mente..:)Lui non lavora piu’ in giro x il mondo, pero’ devo raggiungelo sempre io, puro egoismo dici?( abito in romagna) Forse si, ma riesce sempre a farti un bel lavaggio di testa allo scopo di farti sentire in colpa, così che tu fai quello che vuole Lui..!Oggi non è così male, ma solo grazie a Te e alla lezione che gli hai dato..!!

    Non vedevo l ora che scrivessi qualcosa di lui..!!Sempre con questi modi simpatici ed autoironici, è una bella dote sai..!!

    bacione..!!

  8. Manu scrive:

    Allora sei tu!!!! Scusami, l’ho capito solo adesso…. Incredibile la vita vero? Io sono su FB, cercami. Mi fa piacere. Davvero. Hai un viso molto simpatico, (e bello!!!!) devi essere molto buona e paziente!!!!! Ci sentiamo in privato ok????
    Un abbraccio fortissimo.

  9. claudia scrive:

    hahaha ok vado a cercarti..:)si eh incredibile..!!

  10. [...] dice apertamente, forse vi lancia solo dei leggeri segnali come “amore, ma esci vestita cosi? Perchè non ti metti i tacchi stasera?” quando voi e le vostre ballerine vi eravate appena promesse eterna fedeltà [...]

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